Castagnaccio toscano con olio extravergine di oliva
Autunno: tempo di olio nuovo e di castagne
L’autunno non è soltanto il periodo dell’olio nuovo. È anche la stagione delle castagne, protagoniste di tante ricette della tradizione toscana.
Le castagne possono essere gustate arrostite (le “caldarroste”), bollite (le “ballotte”) o utilzzate per una gustosa marmellata.
Ma, con le castagne, si produce soprattutto la farina di castagne, detta anche farina dolce, utilizzata per preparare pasta, pane e numerosi prodotti da forno.
Tra questi c’è uno dei dolci più semplici e conosciuti della cucina toscana: il castagnaccio.
È una ricetta povera, nata nelle campagne quando pochi ingredienti dovevano bastare per sfamare tutta la famiglia.
La castagna, il “pane dei poveri”
Un tempo la castagna era considerata il “pane dei poveri”.
Il motivo è semplice: i castagni crescevano spontaneamente nei boschi e i loro frutti rappresentavano una preziosa fonte di nutrimento per le popolazioni rurali.
In particolare, in Toscana e nel Mugello, la coltivazione dei castagneti da frutto ha origini molto antiche e risale addirittura all’epoca romana.
La farina ottenuta dalle castagne poteva quindi essere conservata e utilizzata durante tutto l’anno per preparare diversi alimenti.
Le origini del castagnaccio
La prima ricetta conosciuta del castagnaccio risale al Cinquecento.
In origine era un dolce semplicissimo, preparato soltanto con farina di castagne e acqua.
Con il passare del tempo, però, la ricetta si è arricchita.
Intorno all’Ottocento comparvero anche pinoli, noci e uvetta, ingredienti che ancora oggi caratterizzano il castagnaccio tradizionale.
Il risultato è un dolce semplice, rustico e profumato, nel quale il sapore naturalmente dolce della castagna incontra quello intenso della frutta secca e dell’olio extravergine di oliva.
Castagna o marrone: qual è la differenza?
Spesso castagna e marrone vengono considerati la stessa cosa. In realtà, anche se appartengono alla stessa famiglia, presentano alcune differenze.
La castagna selvatica cresce all’interno di un riccio che generalmente contiene più semi, di dimensioni più piccole e dal colore marrone scuro.
La sua buccia è più difficile da eliminare e la polpa ha una consistenza più rustica.
Il marrone, invece, è il risultato della selezione e della coltivazione operata dall’uomo nel corso del tempo.
I suoi ricci contengono generalmente meno frutti, ma di dimensioni maggiori.
Il colore tende al marrone chiaro, spesso con sfumature rossicce, mentre la polpa è più dolce, delicata e facilmente lavorabile.
Anche la farina ottenuta dai marroni è particolarmente apprezzata. Tuttavia, proprio per la maggiore qualità e per la resa, può avere un costo più elevato.
Il Marrone del Mugello IGP
La Toscana vanta una lunga tradizione nella coltivazione dei marroni.
Tra le eccellenze del territorio c’è il Marrone del Mugello IGP, importante riconoscimento di qualità legato a una delle zone più vocate alla produzione di marroni.
È proprio questa farina che possiamo scegliere per preparare un ottimo castagnaccio toscano.
La ricetta del Castagnaccio toscano
Il castagnaccio è un dolce molto semplice da preparare.
Non servono uova, latte o zucchero: la dolcezza arriva naturalmente dalla farina di castagne.
E, naturalmente, non può mancare un buon olio extravergine di oliva.
Ingredienti
Per una teglia di circa 23 × 30 cm:
350 g di farina di castagne o di marroni
400 ml circa di acqua
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
50 g di gherigli di noce
50 g di pinoli
50 g di uvetta sultanina
1 rametto di rosmarino
Facoltativo: 2 cucchiai di Marsala secco oppure di Vin Santo per profumare l’uvetta.
Prepariamo l’uvetta
Per prima cosa, mettete l’uvetta sultanina in ammollo in poca acqua tiepida.
Se vi piace un aroma più intenso, potete aggiungere anche due cucchiai di Marsala secco oppure di Vin Santo.
Lasciatela ammorbidire per alcuni minuti.
Quindi scolatela e strizzatela bene.
Prepariamo l’impasto
In una ciotola versate la farina di castagne e aggiungete l’olio extravergine di oliva.
Versate quindi l’acqua a filo, mescolando poco alla volta.
Con una frusta lavorate l’impasto fino a ottenere una consistenza cremosa e senza grumi.
Infine aggiungete l’uvetta ben strizzata e amalgamatela delicatamente.
Consiglio: non lavorate troppo l’impasto. Il castagnaccio deve rimanere semplice e dalla consistenza morbida e rustica.l
Prepariamo la teglia
Ungete bene la teglia con un po’ di olio extravergine di oliva, oppure potete foderarla con carta forno.
Versate quindi l’impasto e distribuitelo uniformemente.
L’impasto non deve essere troppo alto: deve avere uno spessore di circa un dito.
Questo è importante per ottenere il caratteristico castagnaccio basso e compatto.
Completiamo il castagnaccio
A questo punto distribuite sulla superficie:
i gherigli di noce spezzettati grossolanamente
i pinoli
qualche foglia di rosmarino
Infine completate con un generoso giro di olio extravergine di oliva.
Il profumo del rosmarino e quello dell’olio accompagneranno la cottura, creando la caratteristica crosticina in superficie.
🔥 La cottura
Preriscaldate il forno a 180 °C.
Infornate il castagnaccio e cuocetelo per circa 30 minuti.
Il tempo può variare leggermente in base al forno e allo spessore dell’impasto.
Il castagnaccio sarà pronto quando sulla superficie compariranno le caratteristiche piccole crepe.
🍂 È proprio questo uno dei segni che contraddistinguono il tradizionale castagnaccio toscano.
😋 Prima di servirlo
Una volta cotto, lasciate raffreddare completamente il castagnaccio prima di servirlo.
In questo modo la consistenza si stabilizzerà e sarà più facile tagliarlo.
Potete gustarlo semplicemente così, magari accompagnato da un bicchiere di Vin Santo.
🫙 Come conservare il castagnaccio
Il castagnaccio si conserva per due o tre giorni.
È sufficiente sistemarlo su un piatto e coprirlo con della pellicola per alimenti.
Con il passare delle ore il suo sapore diventa ancora più intenso e armonioso. 🌰
🫒 Un dolce povero, ma ricco di tradizione
Il castagnaccio toscano è la dimostrazione di come, con pochi ingredienti semplici, sia possibile creare una ricetta ricca di storia e di sapore.
E forse è proprio questa la sua caratteristica più bella: un dolce semplice, rustico e genuino, che porta in tavola tutto il profumo dell’autunno toscano. 🍂🌰🫒