OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA – 24 – UTILIZZO DEGLI SCARTI DI LAVORAZIONE

Più volte mi sentirete dire che dell’olivo non si butta nulla! 

Questa pianta incredibile è utile in ogni sua parte! 

Prima di tutto è bella da vedere! Cosa sarebbero le stupende colline toscane senza gli olivi? 

Poi c’è quella cosa che sia chiama “ecosistema”, per il quale gli olivi sono essenziali! infatti la loro presenza, contrasta gli effetti dell’erosione del vento e dell’acqua piovana, rendendo i terreni più ricchi e stabili. Infine dai suoi frutti, lo sappiamo, si ricava l’olio extravergine! 

E dopo? Cosa accade ai residui della lavorazione dell’olio? 

Il primo importante residuo è la sansa, che si ottiene dalla separazione del mosto di olive ed è formata da frammenti di polpa di oliva, noccioli e bucce (vedi art. 13). La sansa viene quindi avviata verso la sua trasformazione industriale, dove diventa olio di sansa di oliva (vedi art. 23), oppure viene lavorata per essere poi mischiata a mangimi per arricchire l’alimentazione animale, soprattutto bovina, dopo essere stata privata degli avanzi di nocciolino. 

Ma anche il nocciolino viene riutilizzato. Infatti, mischiato al pellet, serve per il riscaldamento.. e non finisce qui! 

Pure l’acqua di vegetazione può essere ancora utile. Ma, appena uscita dalle macchine del frantoio, se sparsa né nel terreno o nelle tubature di scarico, può essere molto dannosa, per cui deve essere smaltita come residuo speciale. Ma oggi, grazie alla scienza, si è scoperto che, se adeguatamente depurata, l’acqua di vegetazione può essere impiegata per irrigare o per estrarne alcune proprietà residue. 

Quindi, quando si crede che sia tutto finito, l’olio riserva ancora delle sorprese, una vita oltre la vita! 

Non dimentichiamo poi le foglie, dalle quali vengono estratti componenti nutrizionali per arricchire farmaci erboristici e cosmetici, c’è anche chi usa questo estratto per creare dei liquori. 

Che dire quindi? Sembra che tutto quello che l’olivo tocca diventi oro! E’ un vero miracolo della natura! 

Quindi bisogna averne cura e, soprattutto, preservare le specie autoctone, che ultimamente sono state un po’ abbandonate, per preferire loro altre specie, che provengono da altri paesi. 

Le piante che sono nate nella nostra terra sono un prezioso patrimonio genetico da preservare e tramandare! Sono la nostra storia passata, presente e, si spera, futura! 

Prossima fermata: oli di semi… ne vedremo delle belle… non potevo non parlarne… stay tuned!