Ciao, sono Olivia l’oliva: un viaggio nella storia dell’olio extravergine di oliva
Ciao! Sono Olivia l’oliva, e proverò ad essere la vostra guida nel mondo dell’olio extravergine di oliva di qualità.
Per seguire meglio il nostro viaggio tra storia, curiosità e segreti di produzione, troverete gli articoli numerati: proprio come in un romanzo, per capire il finale bisogna conoscere gli eventi a monte.
Cenni storici sull’olivo e sull’olio extravergine di oliva
Vi piace la storia? No? Beh… un po’ di storia è necessaria, perché – come dice Tucidide (storico greco, 431-404 a.C.) –
“Conoscere il passato è necessario per comprendere il presente e orientare il futuro.”
E allora, fatemi compagnia in questo breve viaggio nel tempo.
Le origini della coltivazione dell’olivo si perdono nella notte dei tempi: sembra che risalgano a più di 4.000 anni fa, forse anche di più.
Fenici e Babilonesi diffusero questa pianta in tutto il bacino del Mediterraneo, in particolare in Egitto e Grecia.
L’olio di oliva fu definito “oro liquido” o “oro verde”.
Molte sono le leggende legate a questa pianta: si dice che Cleopatra mescolasse l’olio con essenze profumate per la cura del corpo, o che la prima pianta di olivo fu creata dalla dea Atena, simbolo di sapienza, dalla quale deriverebbe il nome della città di Atene.
La diffusione dell’olio di oliva nel mondo antico
Furono soprattutto Greci e Romani a diffondere l’uso dell’olio di oliva.
All’inizio non era considerato un alimento, ma veniva utilizzato per le sue proprietà salutistiche e cosmetiche:
- come unguento per la pelle e la bellezza
- per preparare gli atleti
- come medicinale
- per ammorbidire tessuti o per l’illuminazione
I Romani perfezionarono la produzione, creando diverse tipologie di oli a seconda del grado di maturazione delle olive.
Fu una sorta di prima classificazione dell’olio di oliva.
Lo ritenevano così prezioso che arrivarono a imporre il pagamento dei tributi in olio.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, la coltivazione dell’olivo subì un arresto e sopravvisse solo in luoghi di culto e monasteri.
L’uso dell’olio di oliva nel tempo
Furono proprio gli Ordini religiosi a mantenere vive le tecniche di produzione e le conoscenze agronomiche, continuando a utilizzare l’olio non solo come alimento, ma anche per scopi medici e liturgici.
La popolazione comune, invece, preferiva condimenti a base di grassi animali, come burro e strutto.
Solo dopo il 1700, in Italia, si iniziò a distinguere e apprezzare le diverse cultivar di olivo in base alla provenienza e alle caratteristiche dell’olio.
Da quel momento, l’olio di oliva cominciò ad essere esportato in tutta Europa, anche se i paesi anglosassoni continuarono a preferire i grassi animali.
Dalla fine del 1800, la produzione di olio di oliva si diffuse sempre di più in tutto il mondo, diventando un vero e proprio patrimonio culturale e gastronomico universale.
L’olio extravergine di oliva oggi
Confrontare l’olio dei tempi antichi con quello moderno sarebbe impossibile.
Oggi, grazie all’evoluzione delle tecniche di coltivazione, produzione e conservazione, l’olio extravergine di oliva ha raggiunto livelli di qualità altissimi.
Le leggi europee e nazionali definiscono in modo rigoroso le caratteristiche chimiche e organolettiche di un olio extravergine di oliva, garantendone autenticità e qualità.
Ma per distinguere un semplice “olio di oliva” da un vero olio extravergine di oliva c’è ancora molto da dire…
È un viaggio lungo, ricco di sfumature e – a volte – di ostacoli.
Come dice il titolo della mia pagina, “C’è olio e olio”…
Ma ne parlerò nei prossimi articoli, se avrete la pazienza di seguirmi! 🌿✨