Il grande classico della cucina povera toscana
La trippa è una carne appartenente alle cosiddette frattaglie ed è protagonista di molte ricette della tradizione fiorentina .
Nata come piatto contadino, era inizialmente più diffusa nelle campagne. Oggi è uno dei simboli della cucina toscana tradizionale, amata per il suo sapore intenso e la consistenza morbida e avvolgente
Un piatto semplice, ricco e profondamente identitario.
Ingredienti per 4 persone
1 kg trippa
1 cipolla (meglio bianca)
1 costa di sedano
1 carota
Qualche foglia di prezzemolo
400 g passata di pomodoro
½ bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di brodo vegetale
2 patate piccole
(oppure 150 g di fagioli lessati)Sale e pepe q.b.
Parmigiano grattugiato q.b.
Olio extravergine di oliva
Preparazione
Preparare la trippa
Lavate accuratamente la trippa e tagliatela a strisce sottili.
Soffritto aromatico
Preparate un battuto con cipolla, sedano, carota e prezzemolo.
In un tegame capiente fate rosolare dolcemente il trito con poco olio extravergine di oliva.
Aggiungete la trippa e fatela insaporire bene per alcuni minuti.
Sfumare e cuocere
Versate il vino bianco e lasciate sfumare.
Unite la passata di pomodoro, il brodo vegetale, sale e pepe.
Coprite e fate cuocere a fuoco basso per almeno 45 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Aggiunta delle patate
Aggiungete le patate tagliate a piccoli cubetti e proseguite la cottura per altri 15 minuti.
La trippa dovrà risultare morbidissima e ben amalgamata al sugo.
Come servire
Servite la trippa alla fiorentina ben calda, completando con:
Un’abbondante spolverata di parmigiano grattugiato
Un filo di olio extravergine di oliva di media intensità a crudo
Pepe nero macinato fresco
Accompagnatela con pane toscano leggermente tostato… perché la scarpetta qui è d’obbligo
🌟 Consigli
È possibile sostituire le patate con fagioli cannellini, per una versione ancora più legata alla tradizione contadina.
Se desiderate una preparazione più “leggera”, potete optare per la versione “tagliatelle di trippa”, dal risultato più delicato e moderno (vedi ricetta).
L’olio extravergine ideale ha un fruttato medio, capace di sostenere il pomodoro senza coprirlo.
Il giorno dopo è ancora più buona: i sapori si armonizzano perfettamente.